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Orbyta Tech ha partecipato a Women Lead Human

Lo scorso 8 ottobre Orbyta Tech ha partecipato in qualità di sponsor a Women Lead HUMAN, l’evento che ha riunito aziende, istituzioni, professionisti e talenti che si sono confrontati sulle sfide che stanno trasformando il mondo del lavoro nell’era dell’AI.

"Persone al centro" nell'era dell'Intelligenza Artificiale

Quando si parla di persone al centro, spesso si pensa a welfare, benefit o iniziative per il benessere. Sono aspetti importanti, ma oggi le sfide sono più profonde e richiedono strumenti diversi.
L’AI sta cambiando il modo in cui lavoriamo e questo ci obbliga a ripensare anche il modello organizzativo. Per anni molte aziende hanno fatto leva soprattutto sulla motivazione estrinseca: premi, incentivi, controllo, percorsi definiti dall’alto.
Oggi, invece, dobbiamo aiutarci a costruire contesti in cui le persone trovino motivazione nel significato di ciò che fanno, nella possibilità di apprendere, contribuire e avere autonomia.

Mettere davvero le persone al centro significa passare da organizzazioni che guidano il comportamento a organizzazioni che attivano responsabilità, curiosità e crescita, anche attraverso nuovi modelli di formazione sempre più esperienziali e basati sull’apprendimento all’interno di community.

In questa logica ci si ispira anche al principio del 70-20-10: la parte più rilevante dell’apprendimento avviene attraverso esperienze concrete, una quota importante nasce dal confronto con gli altri e solo una parte più contenuta passa dalla formazione tradizionale.

Per questo l’innovazione dei percorsi di sviluppo passa per la creazione di growth path che integrano workshop, comunità di apprendimento, simulazioni basate sull’AI e momenti di sperimentazione concreta sul campo. L’AI può aiutarci a fare meglio molte attività, ma la direzione che scegliamo di prendere rimane una scelta profondamente umana.

L’AI è un acceleratore: può simulare scenari, offrire feedback, supportare l’apprendimento personalizzato. Ma la trasformazione avviene quando l’esperienza viene vissuta, riflettuta e condivisa con altre persone. In altre parole, l’AI può aiutarci ad apprendere più velocemente; le durable skills ci aiutano ad apprendere meglio e a dare senso a ciò che impariamo.

Il ruolo centrale delle Durable Skills

Di fronte al diffuso timore che l’AI possa sostituire il lavoro umano, diventa cruciale focalizzarsi sulle cosiddette "durable skills". Dall’osservazione delle dinamiche aziendali e dalle ricerche di settore, emergono alcune competenze chiave destinate a fare la differenza.

La prima è la consapevolezza intesa come la capacità di comprendere i propri processi cognitivi, decisionali e le reazioni emotive di fronte alla complessità e al cambiamento. La consapevolezza si sviluppa soprattutto attraverso l’intelligenza emotiva, che riguarda la capacità di comprendere e gestire le emozioni proprie e degli altri. Un esempio concreto di questa applicazione è Ripple, la prima community di Orbyta dedicata allo sviluppo dell’intelligenza emotiva che sarà animata da iniziative come percorsi di mindfulness e supportata da un’applicazione dedicata. La mindfulness, in questo senso, non è solo una tecnica di meditazione, ma uno strumento concreto per sviluppare attenzione, lucidità, gestione delle emozioni e capacità di osservare meglio ciò che accade dentro di noi e nelle relazioni.

La seconda è il pensiero critico. L’AI è in grado di produrre risposte, ma è priva di un giudizio autonomo. Delegando una parte dell’analisi a una macchina, dobbiamo essere ancora più capaci di interpretare, verificare e valutare criticamente ciò che riceviamo, ponendoci domande migliori e comprendendo il contesto in cui quelle risposte vengono generate.

La terza è la collaborazione. Il futuro del lavoro vedrà un team sempre più interdisciplinare e la collaborazione con sistemi intelligenti. La capacità di costruire fiducia, allineamento e obiettivi comuni sarà un vantaggio enorme.

Infine, la propensione all’apprendimento continuo. Mentre le competenze tecniche sono destinate a un’obsolescenza rapida, le durable skills permangono nel tempo e consentono alle persone di adattarsi in modo flessibile ai continui cambiamenti.

Il nuovo vantaggio competitivo

In un futuro in cui tutte le aziende avranno potenzialmente accesso alle stesse tecnologie – in grado di ottimizzare le attività, accelerare i processi e abbattere i costi – il vero vantaggio competitivo non risiederà più negli strumenti, ma nella capacità di persone e organizzazioni di evolvere in sinergia con l’AI. Questo concetto si può riassumere in tre parole chiave:

  • Immaginare: In un panorama di cambiamento accelerato, prevedere il futuro non è più sufficiente. Occorre allenare la capacità di esplorare scenari inediti, mettere in discussione le proprie convinzioni consolidate e cogliere opportunità che al momento non sono ancora manifeste.
  • Connettere: Le innovazioni più dirompenti nascono dall’intersezione di prospettive diverse. L’abilità di tessere relazioni, costruire community e favorire spazi di apprendimento condiviso supererà per importanza la pura eccellenza del singolo individuo.
  • Rigenerarsi: La sfida non è solo imparare in modo continuo, ma sapersi reinventare di fronte ai mutamenti del contesto. Le organizzazioni più resilienti saranno quelle in grado di evolvere mantenendo saldo il senso della propria identità e dei propri valori.

Se dunque in passato il vantaggio competitivo di un’azienda derivava da ciò che sapeva fare, oggi nasce dalla velocità con cui riesce a imparare. Domani, scaturirà dalla sua capacità di immaginare e dare forma a ciò che ancora non esiste.

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